GIUSEPPE RENDA
GIUSEPPE RENDA (Polistena, Reggio Calabria, 1859 – Napoli 1939) Da giovane iniziò ad avvicinarsi all’arte lavorando nella bottega dei fratelli Morani, ma nel 1874 si trasferì a Napoli alla ricerca di nuove opportunità lavorative. Iniziò a lavorare presso la fabbrica di ceramiche di Cacciapuoti e Scotti a Capodimonte come modellatore di figure e pastori. Vinse il concorso d’ammissione al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove ebbe come maestri Stanislao Lista, Tommaso Solari e Gioacchino Toma. Partecipò alle Esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti “Salvator Rosa” di Napoli e alle prime mostre nazionali che segnarono il suo successo di critica. Le sue sculture furono richieste in tutto il mondo, stimate per il modellato elegante e spontaneo. Il suo successo fu decretato anche dall’introduzione, nelle sue figure, di nuovi elementi tratti dallo stile liberty (Donna sorridente, 1915, Napoli, Galleria dell’Accademia di Belle Arti; Prima ebbrezza, 1895, Napoli, Museo di Capodimonte), rafforzato dalla conoscenza dell’arte di Leonardo Bistolfi. Nel 1898 divenne direttore tecnico della fonderia Laganà. Prese parte anche a diverse mostre internazionali come Barcellona, Londra, Vienna, S. Pietroburgo.SAVERIO GATTO
SAVERIO GATTO (Reggio Calabria 1877 – Napoli 1959) I primi rudimenti dell’arte li apprese dallo zio Giuseppe Scerbo, docente in una scuola di arti e mestieri, poi nel 1898 si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli e fu allievo di Achille D’Orsi. Le sue sculture furono influenzate dai temi popolari di Gemito, da un lato, e dalla classicità e raffinatezza di Rodin, dall’altro. Prese parte ad esposizioni Sindacali, alla Biennale di Venezia, al Salon di Parigi e alla Quadriennale di Roma. Tra le sue opere ricordiamo: L’ubriaco, 1916 (Napoli, Galleria dell’Accademia di Belle Arti), e Satiro e Ninfa (Napoli, Circolo Artistico Politecnico).GIOVANNI DE MARTINO
GIOVANNI DE MARTINO (Napoli 1870 – ivi 1935) Studiò al Real Istituto di Belle Arti di Napoli, fu allievo di Stanislao Lista, di Gioacchino Toma e di Achille D’ Orsi. Agli inizi la sua produzione fu caratterizzata dalle sculture rappresentanti dei giovani pescatori, soggetto già amato dal suo maestro D’Orsi e da Vincenzo Gemito. In seguito il tema dominante nella sua produzione fu il mondo dell’infanzia, in particolar modo furono rappresentati nelle sue opere bambini pensosi, tristi, scarni sul cui volto affioravano i segni dell’abbandono, della sofferenza. Prese parte a molte esposizioni nazionali ed internazionali (dal 1900 al 1909), alla Biennale di Venezia (1906; 1922; 1924; 1928), alle mostre del Sindacato fascista di Belle Arti della Campania (1929). A Parigi, nel 1900, vinse un premio con la scultura in bronzo Pescatore di locuste (Napoli, collezione privata). Nel 1916 fu acquistata, dalla Galleria regionale d’Arte Moderna dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, una scultura intitolata Bimba pensosa.FRANCESCO JERACE
FRANCESCO JERACE (Polistena, Reggio Calabria, 1853 – Napoli 1937) Studiò al Real Istituto di Belle Arti e nel 1871 debuttò alla promotrice napoletana con opere inerenti al filone realistico (La Nidia cieca). Nel Novecento fu uno degli scultori italiani più richiesti, tra le sue opere ricordiamo il frontone dell’Università degli Studi di Napoli. Dal 1877 al 1909 partecipò a diverse Esposizioni Nazionali, da ricordare quella di Torino, in cui venne decretato il suo successo con il busto in marmo Victa (Napoli, Museo Civico Gaetano Filangieri). Tra il 1878 al 1904 partecipò anche a molte Esposizioni Internazionali.RAFFAELE BELLIAZZI
RAFFAELE BELLIAZZI (Napoli 1835 – ivi 1917) Si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, frequentò Tommaso Solari e si avvicinò alla scultura dal vero grazie a Stanislao Lista. Dal 1867 al 1906 partecipò a tutte le esposizioni della Promotrice napoletana, alle mostre Nazionali e ad esposizioni Internazionali. Si unì agli artisti della scuola di Resina, di cui divenne presidente. Nel 1888 partecipò alla realizzazione delle statue per la facciata del Palazzo Reale di Napoli con il Carlo III. Ebbe l’incarico di insegnamento di plastica ornamentale dal 1895 al 1912 presso il Real Istituto di Belle Arti di Napoli e partecipò a varie commissioni per l’accettazione di opere sia per la Promotrice napoletana sia per alcune mostre internazionali. Tra le sue opere ricordiamo: Il riposo, 1875 (Napoli, collezione privata), L’avvicinarsi della procella, 1879 (Napoli, Museo di Capodimonte).Altri articoli...
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