Museo Archeologico Nazionale
Museo Archeologico Nazionale Nel 1586 venne costruita sull’allora deserta collina di Santa Teresa un edificio destinato ad essere scuderie Vicereali, fu lo stesso che tra il 1615 e il 1777 venne trasformato nel Palazzo degli Studi, sede dell’università. Trasferitasi l’università altrove, i lavori di trasformazione dell’edificio, affidati dapprima a Ferdinando Fuga e in un secondo momento a Pompeo Schiantarelli, a sede delle collezioni della Biblioteca e delle scuole di Belle Arti, iniziarono nel 1777 e terminarono nel 1818. La parte più congrua delle collezioni era costituita dall’eredità Farnese e dai reperti degli scavi archeologici di Pompei e di Ercolano. Nel 1860, con l’Unità d’Italia, il Reale Museo Borbonico divenne di proprietà dello Stato, prendendo il nome di Museo nazionale. Nel 1925 la Biblioteca venne trasferita nel Palazzo Reale, mentre la Pinacoteca venne sistemata nel 1957 nel Museo Nazionale di Capodimonte. Il Museo è diviso in diverse sezioni rispettando il criterio dei problemi storici, non quindi per classi e materia.







