La nascita del toponimo
La nascita del toponimo il nome Campania deriva etimologicamente da quello della città di Capua, a sua volta dipendente dalla forma latina; pertanto il nome Campania sta a designare la vasta regione di canti, di pianura, che circonda la città di Capua,
Il termine campani esprime gli abitatori di quei campi e di quella pianura. Questo primitivo campus si estendeva fino ai piedi del Vesuvio, al gruppo delle alture flegree; era in effetti quello che in periodo borbonico fu definito Terra di Lavoro. Sia Polibio , sia Strabone indicano questa zona come l'effettiva estensione della Campania. Pertanto la realtà geografica della regione attuale è ben più ampia e sembra quasi che il nucleo territoriale storico della Campania sia eccentrico rispetto alla superficie odierna che occupa lo spazio chiuso tra la foce del Garigliano ed il golfo di Policastro, tra il mare e il Matese, il Fortore e il Vallo di Diano; non solo pianura, quindi, ma anche colline e montagne con relative propaggini.
Il toponimo Campania viene usato per la prima volta presso i greci dallo Pseudo Scilace, presso i romani da Varrone. Ma è Polibio che delinea il nucleo antico. Molto discusso il problema riguardante la costituzione etnica del popolo dei campani, accettando come periodo della fondazione della città di Capua il IX sec. a.C. si deve ritenere che sugli elementi etnici locali si insediarono anche Ausoni ed Opici appartenenti al gruppo delle genti indoeuropee.
Fonti: “Giglio Raffaele, Campania. Storia e testi ("Letteratura delle regioni d'Italia"), Brescia, La Scuola., 1988”